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8.279 pagine per uscire dalla Matrix

I libri che mi hanno spinto fuori dalla comfort zone

Illustrazione stilizzata di una persona seduta a leggere in cima a una pila gigante di libri

Quest'anno avevo un obiettivo ambizioso. Leggere 10.000 pagine.

Il numero non l'ho preso a caso. Anzi, è la mia media ideale, il mio benchmark se possiamo chiamarlo così.

Ma la mappa non è il territorio. E cosi, nella realtà il mio contatore si è fermato a  8.279 pagine. O almeno, si ferma qui oggi. Manca un ultimo tassello che leggerò prima della conclusione dell'anno, ma quella è un'altra storia.

Ho fallito? Beh, dipende da cosa misuri.

Se guardi il numero grezzo, ho mancato il target. Certo.

Ma se guardi cosa c'è dentro quelle pagine, scopri che ho assorbito strategie, modelli mentali e connessioni che mi accompagneranno per i prossimi dieci anni.

Prima di mostrarti i dati, però, devo spiegarti perché ho letto cose diverse quest'anno.

Perché ho mollato il Self Help

Per quasi un decennio ho divorato libri di crescita personale. Produttività, abitudini, gestione del tempo.

Quest'anno, quel capitolo è chiuso.

Ho realizzato che il gioco dell'ottimizzazione è una trappola. Se vinci a quel gioco, diventi un robot efficiente per qualcun altro.

Diventi uno che lavora, paga le tasse e aspetta la sua fine in una casa super ordinata.

Diventi, in pratica, l'ingranaggio perfetto. Produttivo, docile e convinto di aver vinto.

💡
Eccezione alla regola: gli unici due libri di produttività che valgono ancora la pena sono Quattromila settimane e La società della stanchezza. Il resto è rumore

Per me era ora di smettere di fare il giocatore. E iniziare a fare l'architetto.

Non mi serve più sapere come (gestire una to-do list, automatizzare il lavoro). So già come farlo. Ed è diventato un plateau.

Quello che mi serve ora è capire chi ha scritto le regole del gioco.

Mi serve la meta-struttura. Devo conoscere le regole sopra il tavolo. Quelle che decidono chi vince prima ancora che la partita inizi.

Così ho aperto la porta a nuovi topic. Geopolitica, economia comportamentale, potere. Sociologia, sistemi complessi e psicologia delle masse.

Il mio Stack (Dietro le quinte)

Spoiler: Non c'è nessuna magia. Ho solo costruito un sistema a prova di pigrizia per eliminare ogni attrito.

La base di tutto è Teable. Puoi considerarla la mia libreria virtuale. Pensalo come un Notion, ma con una struttura decisamente più solida. È qui che tengo la lista completa di tutti i miei libri.

Per inserire i dati non perdo tempo... Qui mi basta premere un pulsante sull'iPhone per registrare libro e tempo. Fine.

A quel punto entra in gioco il mio agente AI. Fa lui il lavoro sporco di housekeeping, tenendo in ordine il database mentre io faccio altro.

Poi collego tutto a Metabase, per generare i grafici che vedrai tra poco.

Ma i dati sono solo lo scheletro. Il vero lavoro sono le centinaia di note, citazioni e connessioni che estraggo pagina dopo pagina.

Tutto questo finisce nel mio secondo cervello: Obsidian.

Leggo principalmente in digitale. Non è (solo) per comodità, ma per logistica. Reperire certi testi in lingua originale è spesso impossibile o richiede tempi biblici.

Quindi, il mio flusso è ottimizzato per gli ebook (Apple Books o Kindle). Qui il processo di raccolta appunti è automatico, un plugin pesca le note e le sposta direttamente nel mio archivio.

E per le eccezioni cartacee? Quando ho tra le mani un libro fisico, uso un'app chiamata Highlighted  che mi permette di scansionare il testo direttamente dalla pagina e digitalizzarlo in un istante.

Tutto qui. Ma prima di passare ai numeri, dobbiamo capirci sul metro di giudizio. Ecco la logica con cui valuto i libri:

Piccola nota a margine. 

So bene che tutto questo è soggettivo. Per me Good significa semplicemente che sono confortevole con l'argomento. È una lettura alla mia altezza, su temi che conosco già abbastanza. Per qualcun altro potrebbe significare tutt'altro.

Stesso discorso per il Life Changing. Non deve essere per forza un libro scritto bene. Anzi, potrebbe essere scritto male o risultare accademico. Ma è un libro che mi contraddice.

È qualcosa che prende ciò che pensavo di sapere e lo ribalta, mettendomi in una sana situazione di discomfort.

Ma come sai già, è impossibile essere oggettivi al cento per cento. E va bene così. Siamo esseri umani, non macchine.

Detto questo, passiamo ai fatti. Ecco cosa dicono i dati sulle mie abitudini.

1. Quanto costa leggere 25 libri in un anno? 

Quest'anno ho letto 25 libri (per un totale di 8.279 pagine) e ho investito circa 265 ore del mio tempo in lettura. Qui sono rimasto perfettamente nella media dell'anno scorso.

Per darti un contesto macro: è come se avessi lavorato per 34 giorni lavorativi full-time facendo solo ed esclusivamente questo.

In pratica, ho investito più di un mese di stipendio (o di mancato fatturato) per aggiornare il mio software mentale.

Sembra una cifra insostenibile? Guardala su base quotidiana perché il numero fa decisamente meno paura. Siamo a una media di circa 45 minuti al giorno.

E qui l'alibi del non ho tempo crolla. Perché quel tempo esiste già. Solo che ha un altro padrone.

Statistiche alla mano, in Italia l'utente medio regala a TikTok circa 1 ora al giorno. E se prendiamo WhatsApp, si aggiungono circa altri 40 minuti. Per non parlare di Netflix o altri social.

Il tempo c'è. La differenza è che qualcuno lo investe, la maggioranza lo brucia.

Aggiungo un dettaglio tecnico per i puristi dei dati: di questi 25 libri, 20 erano in inglese e 5 in italiano.

E questo ci porta al ritmo. La mia velocità media di lettura? 30 pagine all'ora. Stiamo parlando di circa 2 minuti per pagina.

Giustamente, prendi questo numero con le pinze 🤏.

È una media statistica, non una regola fissa. Determinati topic richiedono molto più tempo per essere metabolizzati, altri decisamente meno. Dipende dalla densità delle informazioni.

Ora, parliamoci chiaro. In un mondo ossessionato dallo speed reading e da guru che promettono di farti divorare un libro a colazione, il mio dato è orgogliosamente lento.

Ma chi se ne frega? Il punto è che la mia efficienza non si misura col cronometro. Si misura nella densità di comprensione.

2. In quali mesi leggo di più?

Grafico a barre delle ore di lettura mensili: i picchi sono a febbraio, luglio e settembre.

La risposta non è lineare. Non sono un robot che macina pagine a ritmo costante.

I dati mostrano chiaramente che leggo a ondate. Febbraio, Luglio e Settembre. Sono questi i picchi in cui ho divorato più pagine.

Il resto dell'anno? È solo una questione di mantenimento dell'abitudine.

E così ho imparato ad accettare questo ciclo stagionale invece di combatterlo. Quando c'è l'onda, cerco di essere sulla cresta. Quando cala, non forzo.

3. Su quali topic investo davvero il mio tempo? (Impatto e ROI)

Grafico a bolle che ordina i topic di lettura in base al ROI

Questo grafico è la prova visiva del mio cambiamento di rotta.

Le bolle della Produttività, del Self Help e del Marketing si sono rimpicciolite drasticamente. Al loro posto, sono esplose nuove aree tematiche. Economia, Sociologia, Psicologia, Scienze e Filosofia.

I dati confermano un fatto preciso. Sto spostando il capitale intellettuale dal micro (me stesso e la mia efficienza) al macro (come funziona il mondo).

Ed è qui che trovo il vero ROI oggi.

4. Quanto scrivo quando leggo? (Input vs Output)

Grafico che traccia le mie ore di lettura (orizzontale) rispetto alle ore di scrittura (verticale).

Questa è la chart più importante di tutte. Istintivamente pensavo: "Più leggo, più imparo, più scrivo".

Indovina un po'. Falso.

I dati mostrano una realtà diversa. Guardando la distribuzione dei punti, ho scoperto che la mia massima produttività intellettuale (cioè la quantità di scrittura che produco) esplode quando leggo tra le 20 e le 25 ore al mese.

Sotto le 15 ore? Non c'è abbastanza carburante per innescare riflessioni profonde.

Sopra le 25 ore? Entro in modalità binge-reading. Inizio a consumare informazioni voracemente, ma smetto di metabolizzarle. Leggo di più, ma capisco (e creo) di meno.

Se ci pensi, è la prova definitiva che l'ottimizzazione non è fare di più. È trovare la zona in cui l'input si trasforma in massimo output.

Per me, quella zona è tra le 20 e le 25 ore.

La Lista dei 25 Libri 

Abbiamo parlato di dati e di strategia. Ma alla fine, quali sono i libri che hanno superato il filtro?

Eccoli, divisi per tematiche.

🧠 Psicologia & Filosofia

🌍 Geopolitica, Società & Potere

🧬 Scienza & Tecnologia

💼 Business, Scrittura & Produttività

📚 Biografie


Propositi di anno nuovo?

Bella domanda. Il piano è semplice: meno rumore, più segnale.

Una cosa è certa. Non mi servono più manuali su come giocare. Mi servono analisi su chi ha scritto le regole del gioco.

Perché se non capisci il gioco, sei destinato a essere una pedina. E io ho intenzione di continuare a giocare da architetto.

In sintesi: Leggere non serve a fuggire dalla realtà. Serve ad armarsi per affrontarla.

Spero che questa lista ti dia qualche munizione utile per le tue battaglie.

Stammi bene!