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Le mie letture di Gennaio 2025 — mestiere, tempo e produttività

Scopri i quattro libri che ho letto questo mese: da chi impiega 7 anni per un libro a chi vuole risultati in 48 ore.

Illustrazione di libri e busto, rappresentazione delle letture di Gennaio 2025 su mestiere, tempo e produttività.

Nel mio report di lettura di fine 2024, dove ho condiviso i 34 libri letti durante l'anno, mi ero ripromesso di cambiare approccio per il 2025.

Invece di fare un mega-riassunto annuale, avrei condiviso le mie letture mensilmente.

Quindi, eccomi qui con il primo report del gennaio 2025. 

Partiamo con qualche numero:


Statistiche del mese: 


Ecco cosa ho imparato da ciascuno:

📖 Working di Robert Caro

Perché ho scelto di leggerlo?

Robert Caro è uno dei miei biografi preferiti. L'ho conosciuto attraverso "The Power Broker", una delle migliori biografie sulla natura del potere dopo le 48 leggi del potere di Greene.

Ho aggiunto Working alla mia lista l'anno scorso per due motivi:

uno perché volevo migliorare la mia scrittura e due perché ero curioso di scoprire il metodo di lavoro di uno dei più grandi biografi viventi. 

Il libro è infatti un dietro le quinte del suo processo creativo. 

Le idee principali che mi hanno colpito

Non esistono scorciatoie che uno può prendere per arrivare all'eccellenza.

Questo perché l’eccellenza richiede il suo tempo.

Robert Caro, in media, ci mette all’incirca 7-8 anni per scrivere un libro. E nonostante lui sia una persona produttiva, non c’è alcun modo per accorciare questo processo. 

La qualità richiede tempo, dedizione e pazienza. Punto!

Il processo di scrittura è più importante del prodotto finale. 

Caro riscrive la prima pagina 50 volte se necessario, e passa mesi a riorganizzare la struttura dei suoi libri finché la storia non scorre naturalmente.

Il potere sta nei dettagli, ma non quelli che pensi.

Per scrivere la biografia di Lyndon Johnson Caro si è trasferito nel Texas rurale per tre anni con sua moglie. Non per un mese, non per qualche intervista veloce.

Tre anni.

Questo perche le persone del posto non si aprivano facilmente con gli estranei. Solo vivendo lì, diventando parte della comunità, ha potuto capire davvero la vera storia di Johnson e come il luogo e la cultura lo avevano plasmato. 

Poi, certo, ci sono altre briografie di Lyndon Johnson ma nessuna raggiunge la profondità di quella di Caro.

La morale qui e’ che i dettagli più importanti non sono quelli evidenti, ma quelli nascosti che emergono solo attraverso un'immersione totale nel contesto.

Perché vale la pena leggerlo?

Working è un libro breve ma denso, un'autobiografia di un mestiere che prova a spiegare in parole povere cosa significa essere ossessionati dalla qualità. 

E quando parliamo di qualità, considera che Robert Caro ha vinto due premi Pulitzer e ha scritto alcune delle biografie più acclamate degli ultimi 50 anni senza uno sponsor.

Praticamente ha venduto la casa per finire il suo primo libro. Ha rifiutato offerte da editori che volevano pubblicare versioni più brevi. Ha aspettato anni prima di vedere un ritorno economico dal suo lavoro.

Quindi, nonostante Working possa sembrare un libro per scrittori, è in realtà una masterclass sulla dedizione al mestiere, valido per chiunque voglia eccellere nella propria professione.

📖 Four Thousand Weeks di Oliver Burkeman

Come ho scoperto il libro?

Questo saggio era nella mia lista di letture da molto tempo, credo dai giorni del lockdown. 

Ma ciò che mi ha convinto finalmente a leggerlo sono state alcune idee condivise da Cal Newport in questo video su YouTube. 

Ecco qui alcune delle idee che mi porto a casa. 

  1. La produttività è una trappola. Più diventi efficiente, più cose ti vengono assegnate. Ed è più o meno come cercare di svuotare l'oceano con un secchio: più velocemente togli l'acqua, più ne arriva. 
  2. Il tuo tempo è limitato, ma non è questo il tuo problema. Il problema è che cerchiamo di fare l’impossibile con il tempo che abbiamo. La verità è che probabilmente non avremo mai tutto sotto controllo e non spunteremo quasi mai tutte le voci nella nostra to-do list. Ma ciò è perfettamente normale e dobbiamo accettarlo. 
  3. Dobbiamo imparare a dire NO più spesso. Qui l’autore mette in evidenza un esercizio semplice che mi è rimasto a cuore: ===scrivi su un pezzo di carta 25 cose che vuoi realizzare, scegli le top 5 priorità e poi abbandona completamente il resto. Buttale via!===
  4. Il presente è l'unico tempo che abbiamo. Anzi, la tendenza a trattare il tempo come una risorsa da "utilizzare efficacemente" ci fa vivere sempre per un futuro che non arriva mai. 

Perché vale la pena leggerlo

Mentre la maggior parte dei libri sulla produttività promette trucchi e tecniche per come potresti "controllare" il tuo tempo, Oliver Burkeman fa esattamente l'opposto: ti mostra che cercare di controllare il tempo è proprio la radice di tutti i problemi legati alla produttività. 

Evidentemente, questo non va interpretato come “Ora non faccio più niente“. Anzi, devi fare, ma devi limitare le tue opzioni. Più fronti apri, più probabile è che ti sentirai sopraffatto e insoddisfatto.

Il libro suggerisce di concentrarsi su poche cose importanti, accettando che non potremo mai fare tutto. Questo approccio, paradossalmente, porta a una maggiore serenità e produttività reale.

📖 The 12 Week Year di Brian P. Moran

Ho scoperto questo libro grazie a Matteo Camurri (grazie Matteo), che me l'ha suggerito in risposta alla newsletter di fine anno. 

È interessante notare come si sia rivelato un complemento perfetto a “Four Thousand Weeks”, offrendo una prospettiva “quasi” opposta sulla gestione del tempo.

Piccola parentesi. Mentre Burkeman in "Four Thousand Weeks" ci invita ad accettare i limiti del tempo e a rinunciare all'illusione del controllo totale, qui, l'autore, Brian P. Moran, propone un sistema molto strutturato per massimizzare l'efficacia delle nostre azioni. 

Hai presente quell'effort che investi ogni fine anno prima di Natale per completare tutti i progetti in sospeso? Ecco, il libro suggerisce di applicare quella stessa intensità e focus durante tutto l'anno, suddividendolo in 12 settimane.

L'idea è semplice ma potente: invece di pianificare annualmente, si lavora con blocchi di 12 settimane, ciascuno trattato come un anno a sé stante. Questo approccio crea un senso di urgenza più immediato e aiuta a mantenere alta la concentrazione sugli obiettivi prioritari.

Le idee chiave che mi porto a casa

L'idea centrale è che 12 mesi sono troppi per mantenere il focus e soprattutto l'urgenza di cui abbiamo bisogno per raggiungere i nostri obiettivi. 

Riducendo l'orizzonte temporale a 12 settimane, creiamo un senso di urgenza che ci spinge all'azione immediata.

Questo si allinea perfettamente con l'idea di Burkeman di concentrarsi sul presente, sulle 2-3 cose che contano, ma offre un framework pratico per farlo.

La differenza è che mentre Burkeman lo propone come una liberazione filosofica, Brian qui lo presenta come una strategia di esecuzione, passo dopo passo.

Perché questi due libri funzionano bene insieme?

Il valore di leggere questi due libri in parallelo sta nella loro apparente contraddizione.

Ti permettono di abbracciare due prospettive diverse senza dover necessariamente sceglierne una: da un lato, accetti il principio che non puoi controllare tutto e devi focalizzarti sulle cose davvero importanti; dall'altro, hai tra le mani un sistema pratico per massimizzare l'impatto su quelle poche priorità selezionate.

Naturalmente, da entrambi i libri dovrai scartare qualcosa. Sta a te, come lettore, utilizzare il pensiero critico per valutare quali elementi hanno più senso nel tuo contesto specifico. 

Vale la pena leggerli entrambi?

Assolutamente sì. 

Se dovessi suggerire un ordine di lettura, inizierei con "Four Thousand Weeks" per sviluppare la mentalità giusta, e poi passerei a "The 12 Week Year" per gli strumenti pratici di implementazione.

📖Million Dollar Weekend di Noah Kagan

Ho scoperto questo libro su AppSumo, la piattaforma fondata proprio da Noah Kagan. 

Per essere onesto, nonostante segua Noah da tempo e ne apprezzi i suoi successi imprenditoriali, inizialmente ero scettico a leggere l’ennesima “americanata”.

Tuttavia, a un certo punto, ho deciso di dargli una possibilità.

Le idee chiave che mi porto a casa

L'esecuzione batte la perfezione. Il messaggio centrale del libro è sull'importanza dell'azione immediata. 

Quello che Noah Kagan cerca di dire è che non ti servono condizioni perfette per iniziare. 

Serve solo fare il primo passo e mantenere la costanza. Tutto qui.

Devi avere "Chutzpah".

Chutzpah è un termine yiddish che descrive quella determinazione di osare e agire senza farti troppi problemi.

Qui Noah lo presenta come l'ingrediente essenziale per il successo imprenditoriale. 

Su questo tema, Malcolm Gladwell offre due approfondimenti: un video su YouTube intitolato Why the world needs disagreeable people e un episodio del suo podcast dedicato proprio al concetto di Chutzpah.

Il marketing come forma di aiuto.

Qui Noah ridefinisce il concetto di marketing in modo interessante.

Se credi veramente nel valore del tuo prodotto, promuoverlo diventa semplicemente una forma di educazione. 

Anzi, diventa quasi un dovere morale far conoscere la tua soluzione se può risolvere problemi reali.

La legge delle 100 idee. Questa è interessante. Il successo non viene da una singola idea geniale, come molti pensano, ma dal volume di idee che testi. 

Più ne provi, più aumentano le probabilità di trovarne una che funziona eccezionalmente bene. Non esiste l’idea geniale. 

Perché vale la pena leggerlo?

È un libro pratico che spinge all'azione immediata. Ovviamente, non aspettarti di fare un milione in un weekend. 

Sicuramente imparerai a sviluppare una mentalità imprenditoriale e a capire l'importanza dell'azione consistente. 

Diciamo che è il libro perfetto per chi vuole passare dalla teoria alla pratica, dalla pianificazione all’azione concreta e così via.

Per concludere ...

Gennaio è stato un mese interessante dal punto di vista delle letture. Come ogni anno, mantengo il ritmo di quasi un libro alla settimana. 

Anzi, ho appena iniziato un quinto libro di 600 pagine, che sicuramente non finirò questo mese - ma di questo ne parleremo a febbraio.

E tu, hai letto qualcuno di questi libri? Quali sono state le tue letture di gennaio? Mi piacerebbe sapere la tua opinione nei commenti.

A presto!