Sai, l'altro giorno stavo facendo i conti con i miei abbonamenti e mi sono reso conto di una cosa.
Ci hanno venduto la subscription economy come la democratizzazione del lusso. E funziona pure. Pensaci un attimo!
Possedere un brano o un videogioco ormai sembra qualcosa di un'altra epoca, roba da collezionisti nostalgici. Invece pagare poco e accedere a tutto sembra l'affare del secolo. E tutti lo fanno.
Il problema è che il cervello umano non è cablato per calcolare l'interesse composto delle micro-transazioni. Vedi €9,99 e pensi "cavolo, è solo un caffè al giorno, non può essere così tanto."
Ma quando sommi quindici caffè ricorrenti, non stai più pagando una colazione. Stai pagando un mutuo.
E per chi lavora nel tech, come noi, la trappola è ancora più subdola. Ci innamoriamo degli strumenti, ne diventiamo dipendenti e senza accorgercene ci trasformiamo in servi della gleba digitali che coltivano la terra di qualcun altro.
Ma proprio per evitare di finire in questo loop, ormai ogni inizio anno faccio un check-up degli abbonamenti.
Quest'anno però ho voluto spingermi oltre e calcolare quanto mi costerebbe davvero la mia produttività se mi affidassi ai servizi SaaS più popolari.
E i numeri, come al solito, mi hanno sorpreso.
Se avessi sottoscritto gli abbonamenti standard per tutte le funzioni che uso quotidianamente, avrei speso oltre €1.731 all'anno.
Ecco QUI la lista della spesa (o meglio, del salasso).
Tieni conto che non è una lista presa a caso. Sono abbonamenti reali che ho sottoscritto e mantenuto nel tempo.
- Obsidian: €50/anno
- Ulysses: €40/anno
- Morgen: €100/anno
- Zapier: €180/anno
- Adguard: €35/anno
- YNAB: €109/anno
- Airtable: €240/anno
- Sublime: €75/anno
- 1Password: €50/anno
- Apple iCloud: €120/anno (€9.99/mese)
- YouTube Premium: €132/anno (€11/mese)
- Midjourney: €144/anno (€12/mese)
- Amazon Prime: €60/anno (€5/mese)
- Google One: €264/anno (€22/mese)
- Oura Ring: €72/anno (€5.99/mese)
- Proton: €60/anno (€5/mese)
E nota bene, questa cifra copre solo il permesso di usare il software. Appena smetti di pagare, la produttività si ferma e i tuoi dati restano, tra virgolette, in ostaggio. Certo, puoi migrare, ma è un altro sbatti.
Il punto è che a una certa la subscription economy si è trasformata in un mutuo invisibile.
Pensi che esageri?
Facciamo una proiezione a 30 anni, assumendo (per assurdo) che i prezzi rimangano invariati (cosa improbabile) 👇

Stiamo parlando di oltre €50.000. L'equivalente di un monolocale in provincia. Altro che risparmiare.
Ti ricordi Klaus Schwab e la sua famosa promessa al WEF: "Non avrai nulla e sarai felice ?”
Beh, ha sbagliato solo un dettaglio. Si è dimenticato di dirti che pagherai profumatamente per il privilegio di non possedere nulla.
Ma io ho deciso di uscire da questo gioco.
Come ho ridotto i costi (o Come ho dimezzato la spesa)
Nel 2015 Dropbox ha fatto una cosa che all'epoca sembrava folle. Ha abbandonato AWS per costruirsi la propria infrastruttura.
Risultato? Ha risparmiato 75 milioni di dollari in due anni.
Non l'hanno fatto per nostalgia dei server fisici. L'hanno fatto perché conveniva. Sovranità economica.
Io ho applicato la stessa logica alle mie app e ai miei servizi. E qui la buona notizia è che possedere software con le stesse funzionalità non è più rocket science. Infatti, grazie alla legge di Moore, l'hardware costa sempre meno, mentre il software in affitto costa sempre di più.
Il bilancio? Risparmio netto di €879 all'anno.
Ecco cosa uso:
- Obsidian (self-hosted) con sync via Git
- iA Writer (One time payment 50€) - Sostituisce Ulysses
- Teable o Baserow (self-hosted) - Sostituiscono Airtable, senza limiti di record.
- Apple Calendar e Reminders ("Free") in realtà l'hardware Apple lo paghi, quindi non direi proprio Free.
- Bitwarden (self-hosted) - Sostituisce 1Password.
- N8N (self-hosted) - Sostituisce Zapier senza limiti.
- Adguard (self-hosted)
- Actual Budget (self-hosted) - Sostituisce YNAB.
- Drafts (Free )
- Keerakeep (Self Hosted)
Ah già, dimenticavo. Anche questo blog che stai leggendo fa parte del pacchetto. Nessun abbonamento extra, nessun intermediario. Gira su Ghost, un CMS open-source che puoi scaricare liberamente. Pensa che mi sarebbe costato €30 al mese in abbonamento.
Le eccezioni
Ok, c'è una cosa che va detta. Non puoi tagliare tutto, almeno non subito.
Ci sono servizi dove il valore risiede nell'effetto rete, nella potenza di calcolo o nell'ecosistema blindato.
Quindi non ho chiuso con tutte le subscription. Mentre ho eliminato i costi per alcuni software, continuo a pagare alcuni servizi.
Ecco cosa rimane attivo:
- Apple iCloud (€9.99/mese). Sto valutando di migrare le foto su Immich Questo mi permetterebbe di fare downgrade a €2.99/mese
- Youtube Premium (€11/mese) L'unico motivo è non avere pubblicità. Sto valutando alternative.
- Midjourney (€12/mese).Nessuna alternativa self-hosted è ancora allo stesso livello. Per ora, pago
- Amazon Prime (€5/mese). Strategia On/Off. Lo attivo solo quando serve.
- Google One (€22/mese). L'AI è un altro modello di business difficile da rifiutare
- Oura Ring (€5.99/mese). Probabilmente potrei fare di meno. Sto valutando di creare i report in Metabase (self-hosted)
- Proton (€5/mese). Era nata come rifugio dalle BigTech ma sta diventando una BigTech di rifugiati.
Totale: €948/anno. Ancora alto, ma dimezzato rispetto al default.
Ok, ma è davvero possibile per chiunque fare questo salto?
Nuovi trend, nuove economie
L'era del tutto nel cloud e tutto in abbonamento sta mostrando le sue crepe. Il mondo sta cambiando, e con esso anche il rapporto tra consumatore e fornitore.
Vedo tre vettori che stanno riportando in auge la sovranità digitale. Se sei abbastanza sveglio da cavalcarli, puoi smettere di essere un inquilino del web.
1. Il Self-Hosting
Un tempo dovevi essere un sistemista Linux barbuto per gestire un server. Oggi, con Docker e interfacce semplificate come Coolify, Portainer, Dokploy, puoi affittare un VPS e farci girare sopra il tuo mondo. L'alternativa è pagare €9,99 per ogni singola app. Fai tu i conti.
2. Torna a possedere il tuo software
Non tutto è subscription. Esistono ancora sviluppatori che vendono licenze perpetue. Software come iA Writer, Things, Luma, Little Snitch, Procreate, Streaks ti chiedono di pagare una volta sola.
3. Il Vibe Coding cambia le regole
Questo è il vero game changer. L'open source ti dà il motore, il self-hosting ti dà il garage, l'AI ti dà i meccanici. Oggi puoi prendere strumenti come Claude Code, Cursor o Antigravity, scaricare un progetto da GitHub e dire all'AI di modificarlo per te. Non devi essere uno sviluppatore guru. Serve avere una visione e la capacità di dirigere l'orchestra. Puoi costruirti le tue app personalizzate in pochi giorni.
Life as a service
In realtà, qui ho solo grattato la superficie. L'epidemia degli abbonamenti si estende ben oltre il software.
Le aziende hanno capito una verità fondamentale sulla nostra psicologia. Sanno che odiamo lo sbattimento e amiamo la comodità. E soprattutto che siamo disposti a pagarla a peso d'oro.
Il risultato è che oggi non compriamo più nulla. Ci abboniamo alla nostra stessa esistenza. E ha un nome preciso, si chiama life as a service. Non possiedi più gli oggetti, paghi solo per il diritto temporaneo di utilizzarli.
Guardati intorno:
- Un tempo pagavi Sky e finiva lì. Oggi hai Netflix, Disney+, Spotify, DAZN e chi più ne ha più ne metta. Sommati, fanno una seconda bolletta della luce.
- Le box di cibo o le app di consegna. Qui stai pagando un sovrapprezzo del 300% sulla materia prima. Non paghi il cibo, paghi per non dover andare al supermercato.
- L'auto non è più tua. È un canone mensile. Non possiedi il mezzo, possiedi il permesso di guidarlo finché il bonifico parte regolare. Smetti di pagare e torni a piedi.
- Il fitness fantasma 👻. L’abbonamento in palestra lo tieni attivo non perché ci vai, ma per placare il senso di colpa. Stai letteralmente affittando la speranza di rimetterti in forma.
- Lamette, caffè, vitamine, mutande. Tutto arriva in automatico con Amazon. Hai automatizzato la spesa, ma hai anche automatizzato il prelievo dal conto.
La conseguenza?
Hai trasformato la tua vita in un costo fisso incomprimibile.
Se domani il tuo reddito subisce uno scossone, non devi solo tirare la cinghia. Devi probabilmente smantellare l'intera infrastruttura logistica della tua quotidianità per trovare una via d'uscita.
Conclusione
Nel 2011 Marc Andreessen pubblicò un saggio intitolato “Why Software is Eating the World”. Ed era molto profetico.
Beh, oggi il software sta effettivamente mangiando il mondo.
La subscription economy ci ha convinti che la proprietà è obsoleta. Che è più conveniente affittare che comprare. Che la comodità vale più della sovranità.
Ma quando proietti i costi su 30 anni, ti accorgi che quella comodità ti sta costando un appartamento.
Per me il 2026 non riguarda più l'accumulo di subscription, ma il ritorno alla proprietà. Al possedere meglio.
Quindi la domanda che ti lascio per rifletterci è questa 👇
Stai costruendo la tua libertà, o vai al lavoro ogni mattina solo per rinnovare l'abbonamento alla tua stessa vita?
Stammi bene.