Io e il cinema ci siamo lasciati. O meglio, l'ho lasciato io. Anche se non escludo di essere io quello insopportabile.
Il rituale forse lo conosci anche tu. Apro una piattaforma, scorro, scorro ancora, chiudo. Fine della serata cinema.
E no, non è pigrizia. È che quasi nulla mi sembra valere due ore del mio tempo.
Risultato? In quindici anni avrò visto due, tre film all'anno.
E mi porto dietro un dubbio. Sono diventato io troppo esigente, o abbiamo abbassato lo standard? Perché a me sembra tutto trash, roba fatta per essere consumata, non per essere pensata.
Il guaio è che da dentro non puoi saperlo. È come vivere in un acquario senza sapere che esiste l'acqua. Il mainstream non è una scelta che fai. È l'ambiente in cui sei immerso. E dopo un po' smetti pure di notarlo.
Poi l'anno scorso ho letto la biografia di Frank Capra, Il nome sopra il titolo. E mi ha aperto gli occhi.
Così ho deciso di costruirmi un gusto. Il mio, non quello di default. E per farlo sono uscito dal perimetro.
Là fuori ho trovato un cinema che Hollywood non sa più fare. O forse ha smesso di provarci.
Ecco i film che ho visto quest'anno. Dodici in sei mesi. Detta così sembra niente, ma per uno che ne guardava tre all'anno è un record assoluto.
E visto che siamo solo a metà anno, questa è la parte prima. La seconda arriva quando avrò macinato gli altri.
Li ho scelti tutti attorno a un solo filo. Le strutture. Quelle cose che non scegli, non controlli e non puoi cambiare.
Corea del Sud 🇰🇷
Parasite, di Bong Joon-ho 🎬 Trailer
Una famiglia che si sbatte, si ingegna, rischia tutto. Ma non riesce comunque a saltare la soglia. E più sembra avvicinarsi a quel traguardo, più il prezzo da pagare aumenta. Palma d'oro a Cannes, quattro Oscar, prima pellicola non in lingua inglese a vincere come miglior film nella storia della cerimonia.
Burning, di Lee Chang-dong 🎬 Trailer
Qui la classe non si vede mai. Non sai dove vive l'altro, non sai da cosa campa, non sai cosa nasconde. Resti chiuso dentro lo sguardo limitato del protagonista, e quello sguardo non basta a capire. O forse basta a vedere qualcosa che gli altri non vedono. Tratto da un racconto di Murakami. Premio della critica internazionale a Cannes, primo film coreano nella shortlist finale degli Oscar per il miglior film straniero.
Stati Uniti 🇺🇸
Non è un paese per vecchi, Coen brothers 🎬 Trailer
Questo inizia più o meno così. Un uomo trova dei soldi che non sono suoi. Da quel momento qualcuno lo cerca. Non per vendetta, semplicemente perché le regole del gioco dicono così. Ma è anche un character study, e quello lo scopri solo restando fino alla fine. Quando capisci che i soldi non sono mai stati il vero problema. Quattro Oscar, incluso miglior film.
Russia 🇷🇺
Stalker, di Andrej Tarkovskij 🎬 Trailer
Tre uomini cercano di entrare in una zona proibita, dove si dice che esista una stanza capace di realizzare i desideri più profondi. Nessuno sa davvero cosa sia quella zona, né perché le regole al suo interno funzionino come funzionano. Tutti però vogliono entrare. Anche se nessuno sembra davvero sicuro di voler sapere cosa desidera più di ogni altra cosa.
Leviathan, di Andrej Zvjagincev 🎬 Trailer
Un uomo si ritrova a combattere contro un sindaco corrotto per non perdere la casa in cui è cresciuto. La legge, la chiesa, lo stato, sono tutti dalla stessa parte, e quella parte non è la sua. Più combatte, più sembra chiaro che la partita fosse decisa prima ancora di iniziare. Premio per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes. Vincitore Golden Globe come miglior film straniero. Poi c'è Loveless, sempre di Zvyagintsev. Stessa mano, altra ferita.
Romania 🇷🇴
4 mesi, 3 settimane, 2 giorni, di Cristian Mungiu 🎬 Trailer
Due studentesse, una camera d'albergo, ventiquattro ore che sembrano non finire mai. Il regime comunista non appare mai sullo schermo. Ma forse non ne ha bisogno. Una legge del 1966 aveva già deciso, per decreto, che il corpo delle due ragazze fosse proprietà dello stato. Niente musica per tutta la durata del film, forse una scelta deliberata, per non lasciare scampo. E dopo un po' ti accorgi che il silenzio pesa più di qualsiasi colonna sonora. Palma d'oro a Cannes.
Bulgaria 🇧🇬
Non c'è tempo per gli onesti (Slava), di Kristina Grozeva 🎬 Trailer
Un ferroviere trova una fortuna sui binari e la restituisce. Il sistema lo trasforma subito in un eroe nazionale, lo sfrutta per qualche giorno di buona stampa, e poi si dimentica di restituirgli l’orologio. Ispirato a un fatto vero.
Iran 🇮🇷
Una separazione, di Asghar Farhadi 🎬 Trailer
Una coppia che divorzia, una badante incinta, un padre malato, una bambina di undici anni che deve scegliere. Tutti finiscono davanti a un giudice che vuole la verità, ma la legge che applica lascia spazio solo a bugie sempre più grandi. E più si cerca una risposta chiara, più diventa difficile capire chi abbia davvero ragione. Primo film iraniano a vincere l'Orso d'oro a Berlino, Oscar e Golden Globe come miglior film straniero.
Francia 🇫🇷
Caché, di Michael Haneke 🎬 Trailer
Una famiglia borghese parigina riceve videocassette anonime che la sorvegliano da fuori casa. Nessuno sa chi le manda, né perché. Ci piace pensare che certe colpe del passato restino nel passato, archiviate, chiuse. Il film mostra l'esatto contrario. Quel passato non è mai stato chiuso. Cola nel presente, goccia dopo goccia. E quando finalmente lo riconosci, è già troppo tardi per ignorarlo. Premio per la miglior regia a Cannes. E occhio all'ultima scena. Haneke ci nasconde qualcosa in bella vista. Quando capisci cosa stai guardando, il film ricomincia da capo nella tua testa.
Italia 🇮🇹
Il posto, di Ermanno Olmi 🎬 Trailer
Un ragazzo di provincia arriva a Milano per sistemarsi. Supera test, colloqui, attese. Quando finalmente ottiene il suo posto fisso, crede di averlo vinto. In realtà si è solo infilato in uno spazio che si era liberato, per ragioni che non lo riguardano. Il lavoro qui non premia chi vale di più. Premia chi arriva al momento giusto, nel posto giusto.
Danimarca 🇩🇰
La terra promessa, di Nikolaj Arcel 🎬 Trailer
Un capitano di origini illegittime ottiene dal re il permesso di coltivare una brughiera. In cambio, gli viene promesso un titolo. Ma un nobile locale considera quella terra già sua, e un foglio firmato dal re, lì in mezzo alla brughiera, vale quanto la carta igienica. A volte ottenere un diritto è molto più facile che riuscire a farlo rispettare. Tre premi agli European Film Awards, tratto da una storia vera.
Non conclusione
Paesi diversi, culture diverse, eppure il motivo di sottofondo è sempre lo stesso.
Il potere strutturale non si vede quasi mai. Forse perché non ne ha bisogno. Passa attraverso la legge, il lavoro, la classe, una brughiera, una stanza che esaudisce desideri. E chi lo subisce è convinto di scegliere.
Nessun villain. Nessuno da odiare. Nessun momento in cui qualcuno vince davvero.
Forse è per questo che certi film restano addosso, mentre tre quarti di quello che guardiamo se ne va senza lasciare traccia.
E forse ho anche la risposta al dubbio dell'inizio. Non sono diventato insopportabile. Avevo solo smesso di cercare fuori dall'acquario.
P.S. Questa lista non è completa, il mio gusto è ancora in costruzione. Se c'è un film che pensi merita attenzione, scrivilo nei commenti. La palla passa a te.