È curioso come, tra i tanti imperatori romani, sia proprio Marco Aurelio a suscitare in me un genuino senso di simpatia e ammirazione.
Ora,
premesso che non abbia raccontato balle nel suo diario solo per far sembrare che fosse un perfetto stoico (chi lo sa?), Marco Aurelio emerge per me come una figura incredibilmente affascinante.
Nei suoi colloqui con se stesso, libro che ho letto almeno in 4 versioni e traduzioni diverse, rivela una mente riflessiva e un'anima tormentata, costantemente in lotta per vivere secondo virtù nonostante il peso del potere imperiale.
ps. (La traduzione migliore delle Meditazioni, a mio avviso, è quella di Gregory Hayes in inglese.)
A differenza di molti suoi predecessori, non si lasciò corrompere dall'autorità assoluta. (Ancora una volta sono abbastanza scettico, ma ammettiamo pure che fosse così)
Soprattutto dopo aver letto La Cittadella interiore di Pierre Hadot, ho apprezzato ulteriormente la profondità della sua filosofia pratica.
Mi colpisce come, pur avendo il potere assoluto, continuasse a interrogarsi sul proprio comportamento.
Le sue riflessioni mattutine e serali, gli esercizi spirituali quotidiani, mostrano un uomo consapevole della propria fallibilità.
A differenza di altri imperatori che si consideravano divinità, lui ricordava sempre a se stesso di essere mortale.
Ecco uno dei suoi scritti che avevo trascritto sulla mia lavagna quando ero adolescente:
All’alba, quando ti svegli di malavoglia, tieni sottomano questo pensiero: Mi sveglio per svolgere il mio compito di uomo.
E già mi lamento di dovermi alzare per fare ciò per cui esisto? Ciò per cui sono qui?
Davvero sono stato messo al mondo solo per restarmene sotto le coperte al caldo?
😮💨 "Ma è così bello stare a letto..."
Ah, quindi sei nato per il comfort? Per startene passivo a goderti la vita?
Guarda un po' in giro:
Le piante, gli uccelli, le formiche, i ragni, le api. Tutti fanno la loro parte. Tutti contribuiscono all'ecosistema.
E tu?
Non senti l'impulso di realizzare la tua natura?
😮💨 "Sì, ma ho bisogno di riposare..."
Certo che ne hai bisogno.
Ma la natura ha stabilito dei limiti per tutto. Per il riposo, per il cibo, per il bere.
Eppure tu con questi limiti ci giochi. Dormi troppo, mangi troppo.
Ma quando si tratta di agire? Di fare qualcosa di utile?
Lì improvvisamente diventi minimalista
La verità è che non ti ami abbastanza.
Se ti amassi davvero, ameresti anche la tua natura.
Ameresti ciò che sei chiamato a fare.
Pensa:
- all'artigiano ossessionato dal suo lavoro
- al ballerino che vive per la danza.
- all'avaro che conta i suoi soldi
- al narcisista che lucida la sua immagine.
Queste persone saltano i pasti.
Rinunciano al sonno.
Pur di dedicarsi alla loro ossessione.
E tu?
Le azioni che contribuiscono al bene comune ti sembrano meno importanti?
Valgono meno della vanità di un narcisista?
Valgono meno dell'avidità di un avaro?
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