Perché ho abbandonato WhatsApp per passare a Telegram

Telegram_vs_WhatsApp

Qualche settimana fa mandai un messaggio simile a tutti i miei contatti di WhatsApp:

Dal 1 Aprile rinuncerò a WhatsApp. Al suo posto utilizzerò invece Telegram. Mi trovate qui @minovc.

Ho poi abbandonato tutti i gruppi, rimosso tutte le chat, richiesto un rapporto sulle informazioni raccolte durante l'utilizzo dell’account e poi dopo ho eliminato l'applicazione del colore verde dal mio smartphone.

Perché l’ho fatto?

La ragione è molto semplice. Non è mai stata una scelta mia di usare WhatsApp. Eppure nonostante ciò l'ho usato per 7 anni consecutivi.

Avevo iniziato con WhatsApp verso la fine del 2011 ma non per scelta propria. Insomma, ci si trova in quelle situazioni dove tutti lo usano, quindi involontariamente vieni travolto dalla necessità di usarlo anche tu. Il verbo “whatsappare” entrò cosi involontariamente nel mio DNA. 

Telegram fu poi lanciato 2 anni dopo ma nonostante ero a conoscenza della sua esistenza, non l'ho mai preso seriamente in considerazione. Anzi, non avevo nemmeno scaricato l’app fino ad oggi. Voglio dire, perché dovrei? Tutti i miei amici erano già su WhatsApp. Cos'è che mi stavo perdendo alla fine? 

Invece è proprio l'opzione di default il vero problema. Spesso nella vita, all'improvviso, ci rendiamo conto di trovarci in delle situazioni che non vogliamo solo perché abbiamo deciso di pescare pesci di qualcun altro. Questo mi ricorda un altro evento. Ho tenuto per 10 anni un conto corrente in una banca che non volevo per rendermi poi conto che ogni operazione che dovevo fare mi costava un giorno di ferie. È assurdo quanto diventa difficile uscire dalla tua zona di confort!

Per quanto riguarda invece il tema cambiare, è più facile a dirsi che a farsi. La pigrizia mentale blocca le tue scelte e azioni in ogni contesto. Per quanto pensi sia banale cambiare una app di messaggistica, sappi che devi comunque prima aprire l’App Store, cercare la nuova app, installarla, impostare il proprio profilo, memorizzare le sue funzionalità e poi dopo iniziare a usarla. Poi devi inoltre cambiare la mentalità delle persone con cui interagisci. Prova a raccontarlo anche ai tuoi amici poi vedi come la prendono . 

Perciò più probabile ti arrendi, ed è capace che passano altri 10 anni nei quali tu rimarrai sempre con l'opzione di default, tra l’altro quella non voluta.

Il cambiamento invece è utile. È così che si formano le proprie opinioni, diversamente rimani una bandiera piegata dagli altri.

Perché ho scelto invece telegram?

Perché  telegram

Ogni fine anno pubblico un articolo che fa riferimento ai migliori tool di produttività che ho usato durante quel anno. Nell'ultimo post avevo già menzionato quanto poco uso WhatsApp scegliendo iMessage al suo posto. La realtà è che non tutti hanno gli stessi gusti perciò non tutti possiedono un'iPhone. Tutto regolare, non biasimo nessuno per le sue scelte. Ci mancherebbe. Evitare quindi una fetta di amici per una questione del genere non credo sia una cosa giusta. Telegram può invece adoperarlo chiunque, anche senza uno smartphone, direttamente da un browser web. 

Alla fin fine stiamo vivendo in un’epoca digitale quindi isolarsi dal mondo creando una propria tribù non è la miglior soluzione. Mi serviva quindi un secondo canale di comunicazione dove posso parlare con tutti, sempre, da qualsiasi dispositivo, anche se dovessi perdere il telefono. Tra l'altro ultimamente sto lavorando sempre più da un iPad. Non so tu ma per me avere WhatsApp su iPad non è proprio una cosa intuitiva.

Insomma, Telegram è il canale di comunicazione più versatile che risponde a tutte queste esigenze. 

Comunque, a parte i commenti positivi c'è anche chi la pensa diversamente. Sono andato di persona a chiedere a tutti i miei conoscenti cosa c'è che non va bene con Telegram? Ecco qui i commenti più frequenti che ho ricevuto.

È una chat obsoleta, vecchia.

Okay, d'accordo. Ma tieni presente che in un mondo dove tutti sono in una costante ricerca esterna di gratificazioni, qualsiasi cosa può diventare obsoleta e vecchia in meno di due settimane. Anche WhatsApp a questo punto è vecchia come lo è anche Facebook oppure Twitter. Insomma non mi pare un commento convincente.

Lo usano in pochi

Okay, d'accordo. Può essere. Ma forse il mio cerchio di persone non è così grande. Non capisco questo concetto di aderire sempre a dei gruppi di numero elevato. Mi ricordo di aver cambiato banca appunto perché la usavano in tanti e perché era troppo grande per ascoltare le mie esigenze. Ho scelto quindi una digitale, piccola, orientata più al singolo cliente, con un servizio clienti che ascolta le mie necessità.

Quindi se una cosa viene usata da pochi non è poi così un disastro. Anzi, secondo me è un benefit.

la crittografia non è impostata di default quindi è meno sicura delle altre chat.

La sicurezza informatica è un animale diverso da quello che pensi. A dire la verità mi aspettavo questo commento saltare fuori prima o poi. Vorrei quindi chiarire il meccanismo di sicurezza utilizzato da Telegram una volta per tutte.

Se è il tema sicurezza che ti preoccupa su Telegram allora dovresti smettere di usare Gmail, iCloud, Dropbox, Adobe, Amazon, Evernote e tutti gli altri servizi derivati che si basano sul cloud perché utilizzano un meccanismo simile. Quindi se per te va bene avere una Gmail non capisco perché non dovrebbe andare bene avere Telegram. 

Ha senso ciò che dico?

Andiamo un attimo nel dettaglio per capire meglio come funziona questo meccanismo. 

Di default, le conversazioni di Telegram vengono crittografate tra il server cloud e ciascun utente. Ciò significa che Telegram detiene le chiavi di crittografia e può leggere qualsiasi conversazione nel cloud, come lo può fare chiunque dei provider che ho nominato sopra. Questo è il prezzo che ogni utente va a pagare nel momento in cui adopera un qualsiasi servizio cloud pubblico o privato, non solo Telegram. 

Ma c'è di più. 

Telegram offre anche un'opzione crittografata end-to-end dove puoi effettivamente creare Chat Segrete. Con questa funzione abilitata le tue conversazioni non passano più dal loro cloud ma vengono trasmesse direttamente in modo sicuro tra te e il tuo interlocutore. Questo significa che solo tu e chi riceve i messaggi li può leggere, nessun altro può decifrarli o intercettarli, incluso Telegram. 

Ecco qui un imagine che ho fatto per illustrare questo concetto. 

chat_segrete

Per chi è ancora scettico in merito alla sicurezza di Telegram vorrei aggiungere ancora un dettaglio.

Lascia che ti faccio una domanda. Hai mai pensato al fatto che i punti più deboli potrebbero essere proprio i tuoi interlocutori?

Ti faccio un esempio di quello che mi è capitato a me. Nonostante io e la mia nipote stavamo utilizzando l'opzione crittografata end-to-end di Telegram, ho scoperto che in realtà chattavo con sua madre dato che lei si è dimenticata il telefono acceso sul tavolo.

Il che mi viene da dire che una catena può anche essere forte ma è l'anello più debole ciò che mette in pericolo la sua sicurezza. Tolto questo.

Capisci ora perché è importate informare anche gli altri? Perché la sicurezza non è più una cosa personale legata a una app particolare. Oggi la sicurezza è più relativa al gruppo di persone. Dimmi quale tribù frequenti e ti dirò quanto debole sei. Se io voglio accedere ai tuoi dati non verrò mai da te. Andrò a cercare l’anello più debole, ed è più probabile che sia da qualche parte proprio nel cerchio dei tuoi amici.

Una catena è forte quanto lo è il suo anello più debole. Così è la rete sociale in cui viviamo oggi.

Una catena è forte quanto lo è il suo anello più debole. Così è la rete sociale in cui viviamo oggi.

Poi se dobbiamo essere trasparenti per un secondo, dimmi cos'è che scriveresti in una chat di Telegram per cui ti devi preoccupare? Nei miei 7 anni di esperienza con WhatsApp io non ho mai mandato un messaggio che non fosse di pubblico dominio. 

Ho visto persone spedire documenti via WhatsApp, il che non lo farei mai. Non è spedire documenti con WhatsApp che mi preoccupa come già sai. Temo di più il trattamento che avranno nella destinazione.

Concordi che oggi è più problematico fidarsi quindi dell’interlocutore piuttosto che del metodo adoperato per comunicare? Quanto pensi gliene frega a un tuo conoscente della sicurezza informatica affinché si mette a studiare tutti questi rischi ?

Alla fin fine tutto ha un costo oggi. Essere costantemente aggiornati ha un costo in termini di tempo e risorse.

Ti lascio ancora uno spunto. 

Vuoi avere accesso a tutti i dati privati di una persona? Compragli il telefono usato oppure vai in un centro riparazione smartphone. Scommetto che la maggior parte delle persone non intuiscono nemmeno che un semplice reset non rimuove completamente i dati personali. 

Ora.

Detto ciò, caro lettore, se intendi ancora nascondere qualcosa allora consiglio di farlo in contesti diversi, non adoperando le chat online e nemmeno la posta elettronica. 

Poi c'era qualcuno che si è svegliato di aggiungere questo:

signal è più sicuro 

Bhe, signal è un'altra chat che similmente a telegram adopera un meccanismo di crittografia end-to-end. Potrei aggiungere altre chat come threema per restare sul topic ma credo che qui torniamo al discorso sicurezza che avevo già fatto sopra.

Com'è andata? La mia prima settimana con Telegram

Nei primi giorni dopo aver rimosso WhatsApp ero molto tranquillo. Nessuna notifica, niente suoni, niente messaggi. Sembrava che il mondo è morto. 

I miei amici continuavano a scrivermi su WhatsApp senza ricevere risposta da parte mia. Poi nell'arco di una settimana hanno migrato tutti a Telegram. Alcuni di loro avevano già l’app installata mentre alcuni l'hanno presa con scetticismo. Ora siamo di nuovo in contatto. 

La morale della storia e’ questa.

Le chat non dovrebbero tenerci sempre online ma soltanto in contatto. Le nostre comunicazioni dovrebbero proseguire anche nel mentre siamo offline.

Le amicizie di Facebook non contano un centesimo se offline non ci si conosce, non ci si capisce e non ci si parla. Come esseri umani dobbiamo tirare ogni tanto il campanello d'allarme qualora spendiamo troppo tempo nel virtuale, ritornando per qualche istante nel mondo reale per mettere ordine.

Ti sei mai chiesto quand'è l'ultima volta che hai preso carta e penna in mano per scrivere una lettera ai tuoi genitori, ai tuoi nonni oppure ai tuoi amici? 

Credi di riuscirci ancora oppure hai perso questa abilità ?

Lascio a te la parola. 

P.s. Ora mi trovi anche su Telegram. Scrivimi pure per scambiarci delle idee qui @minovc.

Concludo con qualche parola in più sulle scelte in generale.

Cos'è successo invece con i padri fondatori di WhatsApp? 

WhatsApp_Founders

Brian Acton sinistra e Jan Koum a destra, escono di scena. Tutt'e due hanno lasciato la società che avevano fondato all'epoca e poi venduto a Mark Zurenberg. Non so quali saranno le ragioni dietro la decisione di Koum e Acton di abbandonare la nave ma posso intuire che le loro opinioni non rispecchiavano più nel modello business di Facebook in merito al futuro di WhatsApp.

Ricordo inoltre che non è la prima volta quando una cosa simile accade.

Phil Libin, il cofondatore di Evernote si è dimesso dal suo ruolo di presidente esecutivo nel 2016. Tra l'altro Evernote ha già perso molti dei suoi dirigenti, ingegneri e designer ultimamente.

Il tema è sempre questo. A un certo punto le proprie opinioni non rispecchiano più le governance aziendali. Quindi in questo caso la miglior scelta forse è quella di abbandonare la nave e cambiare direzione.

WinstonChurchill

Migliorare significa cambiare, essere perfetti significa cambiare spesso. — Sir Winston Churchill